L'errore da 10 milioni di euro che ho visto fare (troppe volte) nel contenzioso bancario.

Nei contenziosi bancari di alto profilo, quelli dove non si litiga per diecimila euro di commissioni, ma per milioni in garanzie escusse, linee di credito revocate e fallimenti indotti, vedo ripetersi un copione disastroso.

L'azienda va in crisi di liquidità. La banca revoca gli affidamenti, escute le fideiussioni personali o i pegni su titoli. L'azienda, sentendosi tradita, fa causa alla banca.

Qui inizia l'errore strategico. Un errore che vedo fare da manager e, purtroppo, da molti studi legali che si affidano a consulenti tecnici (CTP) "standard".

L'errore è: Fissarsi sulla "matematica" invece di ricostruire la "storia".

Mi spiego meglio.

 

Il Copione Sbagliato (La Battaglia Persa in Partenza)

 

L'imprenditore è furioso. I legali ingaggiano un CTP. Cosa fa il CTP "standard"? Prende gli estratti conto degli ultimi 10 anni. Li dà in pasto a un software. Il software sputa fuori un report di 300 pagine che, con un po' di fortuna, rileva 150.000 euro di anatocismo, 50.000 euro di commissioni non dovute e, se si è fortunati, un trimestre in cui il Tasso Effettivo Globale (TEG) ha sforato la soglia usura di 0,25 punti.

Risultato? L'azienda ha speso 30.000 euro di consulenza per imbastire una causa in cui, nella migliore delle ipotesi, recupererà 200.000 euro.

Mentre fanno questo, la banca ha già venduto i titoli dati in pegno per 10 milioni di euro.

Avete capito? Hanno appena ingaggiato una battaglia di fanteria per 200k, mentre il nemico ha usato l'aviazione per bombardarvi la casa da 10 milioni. Questo è l'errore.

 

Il "Caso Studio" (Il Contenzioso da 10 Milioni)

 

Ecco uno scenario reale, anonimizzato, che riassume perfettamente la "diavoleria".

Il Contesto: Un'azienda manifatturiera solida, con un portafoglio titoli da 10 milioni di euro dato in pegno a garanzia di una linea di credito multi-purpose da 5 milioni.

L'Incidente: Uno dei principali clienti dell'azienda (un gruppo tedesco) ritarda un pagamento cruciale da 3 milioni. L'azienda va temporaneamente "sotto" di 800.000 euro sulla sua linea di credito. Tecnicamente, è uno sconfinamento.

Cosa fa la banca: Senza preavviso formale, dichiara il default tecnico, revoca la linea di credito e, appellandosi alle clausole contrattuali, liquida in blocco l'intero portafoglio titoli da 10 milioni per coprire lo sconfinamento di 800k.

Cosa fa il team legale "standard": Inizia a contestare il tasso di interesse applicato sullo sconfinamento di 800k. Cerca l'usura. Cerca l'anatocismo. Sta combattendo una battaglia da 50.000 euro.

Cosa facciamo noi (L'Intelligence Forense):

Noi non abbiamo nemmeno aperto il file Excel dei tassi d'interesse. Quella è l'arma di distrazione.

Abbiamo iniziato a cacciare i "segnali deboli" non finanziari. Abbiamo acquisito:

  1. Tutte le comunicazioni (PEC, email, lettere) tra il CFO dell'azienda e il relationship manager della banca negli ultimi 12 mesi.

  2. I verbali del CdA dell'azienda in cui si discuteva della liquidità.

  3. L'analisi del portafoglio titoli liquidato dalla banca.

La "Diavoleria" che abbiamo trovato:

Non era nei numeri. Era in una singola PEC.

Tre settimane prima dello sconfinamento, il CFO dell'azienda, con trasparenza assoluta, aveva scritto al manager della banca: "Caro Dottore, la informiamo che il cliente tedesco [Nome] ha annunciato un ritardo nei pagamenti che causerà uno stress di liquidità temporaneo sul nostro conto corrente tra circa 20 giorni. Stiamo già implementando un piano di rientro. Chiediamo formalmente alla banca di supportarci in questa fase, come sempre fatto, ed evitare azioni che danneggerebbero il patrimonio."

La banca non ha mai risposto a quella PEC.

Non ha risposto. Ha aspettato che il conto andasse in rosso. E poi ha premuto il pulsante "vendi tutto".

 

La Svolta Strategica: Dalla Matematica alla Violazione della Buona Fede

 

Capite la differenza?

Il consulente standard stava ancora calcolando gli interessi moratori sugli 800k.

Noi abbiamo portato in tribunale la prova che la banca non ha agito per proteggere il suo credito, ma per approfittare di una debolezza temporanea. Ha violato gli Articoli 1175 (Correttezza) e 1375 (Buona Fede) del Codice Civile.

Abbiamo spostato il focus del contenzioso. Non era più: "Quanti interessi ci devi?". È diventato: "Perché hai liquidato 10 milioni di patrimonio, causando un danno enorme, quando eri stato informato di un problema temporaneo e non hai nemmeno risposto alla nostra richiesta di collaborazione?".

Conclusione:

L'errore da 10 milioni di euro non è quasi mai un errore di calcolo. È un errore di strategia.

È fidarsi dei "numeri ufficiali" (gli estratti conto) come se fossero la verità assoluta, dimenticando che la realtà di un rapporto commerciale è fatta di comunicazioni, di comportamenti, di patti non scritti e di doveri di correttezza.

L'Intelligence Forense non cerca l'errore contabile. Cerca l'abuso strategico. Il primo ti fa recuperare gli spiccioli. Il secondo ti fa vincere la guerra.